26 Gennaio 2010
Non ha senso richiedere l’autonomia per la sola provincia di Belluno, come chiede il candidato Bortolussi del Pd, ma e’ necessario farlo per tutto il Veneto, perche’ l’intera regione risente del trattamento diverso di cui beneficiano le province di Trento e Bolzano e la Regione Friuli Venezia Giulia. Non per questio intendiamo togliere qualcosa alle due province autonome e alla regione speciale. Quindi, nessuna guerra contro di loro. Invece lavoreremo per portare il Veneto al loro livello e in questa prospettiva faremo della nostra Regione la prima ad attuare il federalismo fiscale, attraverso una negoziazione forte con lo Stato.
Tag: luca zaia regionali autonomia veneto
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27 Luglio 2009
Quello che dice il 75% degli italiani è che sarebbe disposto a spendere di più per i prodotti alimentari se sapesse che la materia prima è davvero italiana. Noi è proprio questo che stiamo facendo: mettere i consumatori nella condizione di leggere sulla confezione nome e cognome di chi ha prodotto quel cibo!
Per quanto riguarda il settore lattiero-caseario, abbiamo presentato a tutta la filiera del latte una bozza di provvedimento sull’etichettatura obbligatoria d’origine del latte. Auspichiamo per l’approvazione tempi coerenti con le esigenze del mercato. Questo provvedimento sarà una rivoluzione trasparente per il latte italiano e i suoi derivati che garantirà produttori e consumatori.
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19 Giugno 2009
Dal primo luglio sara’ obbligatoria l’indicazione di origine in etichetta per l’olio vergine ed extravergine d’oliva. Abbiamo a disposizione uno strumento prezioso per difendere i nostri produttori di olio e per tutelare il Made in Italy, risultato di una battaglia condotta con tenacia e convinzione. Dal primo luglio in poi tutti sapranno esattamente cosa stanno comprando. Il provvedimento è anche lo strumento di cui avevamo bisogno per combattere al meglio le contraffazioni e le truffe: nessuno potrà più spacciare impunemente per italiano l’olio proveniente da altri paesi.

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17 Giugno 2009
Diciamo basta alla speculazione sui prodotti alimentari. Quando compriamo una t-shirt, facciamo attenzione, controlliamo quale azienda l’ha cucita e dove è stata prodotta. Lo stesso bisogna fare per i titoli in borsa: indagate e cercate di capire se dietro quel titolo c’è chi cerca di arricchirsi illegittimamente sul cibo, sul nutrimento delle persone. E se scoprite che è così, cambiate titolo. Il cibo non è una merce come un’altra, ma un valore che difenderemo con determinazione dalle speculazioni.

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16 Giugno 2009
L’Italia ha fatto da apripista nella distribuzione di frutta e verdura nelle scuole, per educare i giovani a mangiare sano non solo con l’informazione ma portando i prodotti dei campi direttamente nei loro piatti.
Grazie al nostro impegno, l’Europa ha aumentato le risorse destinate all’Italia per attuare il programma ‘Frutta nelle Scuole’, da 9 milioni e mezzo di euro a oltre 15 milioni. Una buona notizia da Bruxelles, che ci consente di ampliare ulteriormente questa importante iniziativa, utile per educare i giovani a una sana e corretta alimentazione. Faremo in modo che la frutta che verrà distribuita nelle scuole sia quella di stagione e del territorio, per coniugare la salute con il concetto di identità produttiva e di rispetto dell’ambiente.
La Commissione europea ha accolto la richiesta italiana di aumentare i contributi già stanziati dall’Ue in favore dell’Italia, che da 9,5 milioni di euro passano a 15.206.370 euro, cui potranno essere aggiunti altri 11 milioni di euro, con fondi nazionali a titolo di cofinanziamento, per un finanziamento complessivo di 26 milioni di euro.
Queste ulteriori risorse ottenute dall’Italia permetteranno di far partecipare al Programma oltre il 30% della popolazione scolastica.
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12 Giugno 2009
Il motore dell’agricoltura italiana sono i contadini che con il loro lavoro, la loro inventiva ed il loro impegno producono prodotti di eccellenza apprezzati dai consumatori di tutto il mondo.
Non possiamo costringere i giovani agricoltori italiani a combattere da soli la sfida del mercato. I nostri produttori si trovano a dover competere con agricoltori che pagano i propri lavoratori meno di duecento euro al mese e che di conseguenza hanno costi di produzione molto bassi e posso permettersi di vendere a prezzi stracciati. La nostra agricoltura è fatta di uomini e donne che lavorano sodo, che ogni mattina guardano il cielo sperando che non arrivi qualche grandinata a rovinare il raccolto, che vogliono solo che i nostri figli (i loro ed i nostri), possano crescere mangiando prodotti sani e genuini. La nostra agricoltura ed i suoi produttori non devono essere affamati ma nutriti con politiche che permettano loro di vivere dignitosamente facendo quello che può essere uno dei mestieri più belli del mondo.
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10 Giugno 2009
Non esiste una grande economia senza una grande agricoltura. E’ necessario dunque l’impegno di tutti affinché si continui a dedicare la massima attenzione a questo comparto strategico dell’economia nazionale.
I dati forniti oggi dall’Istat dimostrano che il settore primario è l’unico a registrare un incremento: un risultato positivo, che è anche un ulteriore stimolo ad investire sulla qualità, sull’innovazione e sulla modernizzazione dell’agricoltura italiana.
Il Pil, nel primo trimestre del 2009, ha registrato un calo del 6 per cento a fronte di una sostanziale stabilità dell’agricoltura. Il valore aggiunto in agricoltura su base tendenziale aumenta dello 0,1 per cento rispetto allo scorso anno, dato che rivela come l’agricoltura non sia in linea con la frenata che caratterizza l’economia nazionale.
I numeri confermano che siamo sulla strada giusta: il comparto tiene e questo è un motivo in più per proseguire con tenacia sulla strada intrapresa, continuando a lavorare per garantire una maggior competitività dell’agricoltura italiana, per promuovere l’imprenditorialità giovanile e per combattere speculazioni e frodi.
Il rinascimento agricolo è iniziato dobbiamo continuare a muoverci sulla strada delle riforme, bypassando gli ostacoli, combattendo il pessimismo e sconfiggendo tutte i ritardi e le ottusità che possono frenare questo percorso.
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8 Giugno 2009
Prendiamo atto con soddisfazione che Bruxelles rinuncia ad autorizzare le miscele di vini da tavola bianchi e rossi per produrre il vino rosato. È questa l’Europa che vogliamo, fondata sul rispetto delle identità, della qualità, della sicurezza alimentare e della tradizione.
La riapertura della discussione in Europa sui metodi di produzione del vino rosato, e poi la rinuncia a portare avanti una riforma che avrebbe sancito la morte di un prodotto di grande storia, tradizione e qualità come il vino rosato, è stata ottenuta soprattutto grazie all’intervento congiunto italiano e francese, due Paesi uniti dalla comune passione per il vino e per la cultura che ad esso è sottesa.
Continueremo a lavorare con impegno e convinzione, aperti ad ogni possibile intesa per costruire un’Europa reale, che non dia spazio a surrogati e pasticci di sorta e che faccia della valorizzazione e della tutela del patrimonio agroalimentare di qualità le fondamenta della sua politica agricola.

vino_rosè
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3 Giugno 2009
Esprimo tutta la mia solidarietà a Giulio Schinaia procuratore della Repubblica di Verona, un servitore dello Stato che è stato brutalmente aggredito da chi non ha rispetto di questo Paese e delle sue istituzioni. Condanno con fermezza questo episodio di violenza realizzato da chi vuole macchiare e avvelenare con l’odio il rapporto tra le istituzioni e i cittadini.
Sono vicino a Schinaia vittima di un ingiusto attacco, realizzato da un vile che lo ha colpito alle spalle. Sono sicuro che le forze dell’ordine sapranno prendere presto il colpevole e garantiranno ancora una volta il rispetto della legge.
Chi attacca lo Stato, le sue istituzioni e gli uomini che ne fanno parte non deve averla vinta. Chi cerca di minare le basi di questo Paese deve renderne conto davanti alla giustizia e noi vigileremo con serietà e attenzione perchè questo avvenga.
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21 Maggio 2009
La mia non è una battaglia in difesa di un dialetto ma di una lingua. Una lingua viva.
E’ una battaglia che porto avanti come uomo politico, come Ministro della Repubblica Italiana e come veneto
Il ‘Red Book of Endangered Languages’ pensato dall’Unesco per tutelare le lingue a rischio nel mondo, classifica il veneto tra le lingue che non sono a rischio di estinzione e che utilizzano le stesse modalità di trasmissione per le nuove generazioni. Per capirci, è nella stessa area di classificazione dell’inglese, dello spagnolo, del catalano del Portoghese e dell’italiano. Si tratta quindi di una lingua che viene riconosciuta dall’Unesco come viva e utile alla trasmissione di conoscenza tra le generazioni.
Come ho avuto modo in questi giorni di ribadire, le lingue sono ricchezze che appartengono ai popoli e non alle burocrazie. Il veneto è lingua e ne siamo orgogliosi. Nessuno ancora è stato in grado di spiegarci perché non la si possa insegnare a scuola, così correndo il rischio di disperdere una radice, una vitalità e una cultura che invece è dovere di tutti noi curare.
Il veneto è lingua trasversale a tutti i soggetti sociali. Tutti noi la pensiamo e la parliamo, è parte di quell’identità culturale che sarebbe disastroso perdere per la nostra comunità. In questo sentiamo di appartenere a una civiltà, quella cristiana, che sa unire il locale all’universale e si fonda sui valori della solidarietà e della compassione. Non è questa una battaglia di retroguardia, ma uno sguardo di popoli attenti al futuro.Per questo sono solidale con i senatori che hanno firmato un disegno di legge per la difesa delle lingue dei popoli e continuerò a insistere anche perché la scuola italiana, in Veneto, si faccia carico di tale enorme responsabilità. Come del resto avviene, con successo, per altre lingue, in altre regioni d’Italia.
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