GIORNO DELLA MEMORIA
CHI TOCCA UN EBREO TOCCA OGNUNO DI NOI

Giorno della Memoria - Vimeo.


Sui pericoli di derive razziste e violente bisogna mantenere costantemente alto lo stato di attenzione e ciò vale ancor più nelle fasi storiche segnate da problemi economici, da scenari sociali tutt'altro che rassicuranti come quella che stiamo attraversando. Un esempio di questo pericolo lo ha fornito proprio in questi giorni il periodico tedesco "Der Spiegel" che, riferendosi al tragico incidente della nave da crociera all'isola del Giglio, ha affermato che gli italiani sono codardi e non sono una razza: questo è inaccettabile.

Oggi ho partecipato alla cerimonia per il 'Giorno della Memoria' svoltasi nel Ghetto ebraico di Venezia. Erano presenti il presidente della Comunità ebraica, Amos Luzzatto, il vicepresidente, Corrado Calimani e il Rabbino Capo Rav Ghili Benyamin. Con il vicepresidente del Consiglio regionale, Franco Bonfante, ho deposto una corona d'alloro al monumento di Campo del Ghetto Nuovo che ricorda la deportazione degli ebrei veneziani. Il Veneto vuole mantenere vivo il ricordo dell'immenso dramma che ha segnato la storia dell'umanità, facendolo conoscere soprattutto alle giovani generazioni, anche attraverso un'azione educativa nelle scuole, perché non sia dimenticato o ancor peggio negato.

Quello di Venezia è il più antico Ghetto del mondo, nel 2016 si celebreranno i 500 anni di storia, ed è doveroso oggi ricordare due figure dell'ebraismo veneziano vittime dell'Olocausto, veri e propri esempi di resistenza civile: il prof. Giuseppe Jona, presidente della comunità ebraica, suicidatosi per non consegnare alla polizia nazifascista l'elenco degli iscritti alla stessa e il rabbino Adolfo Ottolenghi.  Il richiamo alla 'memoria' non può e non deve trasformarsi in un rito ripetitivo, in una celebrazione di prassi, ma in un'occasione per dire esplicitamente che 'chi tocca un ebreo tocca ognuno di noi'.

post-it del 27/01/2012