SI SCRIVE SBLOCCA – ITALIA, SI LEGGE SBLOCCA-SUD, ALLA TAV MILANO-VENEZIA, ASSE DELL’ECONOMIA ITALIANA, SI PRIVILEGIA LA NAPOLI-BARI

Volevo constatare, senza cedere all’impulso del momento, se il decreto slocca-cantieri di Renzi fosse soltanto fumo o contenesse anche un po’ di arrosto per il Veneto. Ho verificato coi miei tecnici e ora posso confermarlo con certezza: lo sblocca Italia è fumo, fumo nero e irritante.

Per il Veneto è arrivata una elemosina, volendo nobilitarla una mancia. Soltanto un primo lotto dell’alta velocità, per giunta condizionato a vincoli che probabilmente ne renderanno impossibile l’avvio, qualche spicciolo per la terza corsia dell’A4, sbloccati con una patetica enfasi mediatica gli investimenti (vedi aeroporto di Venezia) che vengono effettuati esclusivamente dai privati: lo Stato, il Governo, Roma, non ci mettono neppure una lira.

Non è questa la risposta a una regione ogni giorno più in difficoltà perché non riceve dallo Stato il giusto corrispettivo al gettito fiscale che ogni anno inietta nelle casse dello Stato. Anche chi si mostrava perplesso o alzava snobisticamente il sopracciglio di fronte a giuste rivendicazioni autonomistiche, più volte da me riaffermate, ora dovrà davvero ricredersi soltanto consentendo ai veneti di gestire direttamente i soldi delle proprie tasse, quindi riportando sul territorio quei 21 miliardi di residuo fiscale attivo che ogni anno regaliamo a Roma per colmare i buchi degli sprechi d’ogni ordine, grado e colore (e contro i quali nessuna spending rewiew ha mai il coraggio di intervenire a fondo), potremo garantire ai nostri territori interventi concreti a favore di imprese, lavoro, occupazione, ricerca, università, scuola, dissesto idrogeologico, sociale.

In Veneto le riforme istituzionali si sono fatte davvero, le spese della Pubblica amministrazione sono le più virtuose e davvero sotto controllo, quanto è stato nel nostro potere e nelle nostre competenze è stato fatto. Il resto si scontra quotidianamente contro l’ufficio complicazioni affari semplici e un neocentralismo che non vuole mollare neppure una fettina di privilegio: avevo chiesto pubblicamente a Renzi di aiutarci a vendere tutto il superfluo che ancora grava sui conti delle casse regionali: stiamo ancora aspettando, mentre leggo che il relativo provvedimento è stato rinviato. Perché qui si governa alla giornata e, come cantava Ornella Vanoni, domani è un altro giorno, si vedrà… Intanto, il Paese muore.

 

post-it del 30/08/2014