CANDIDATURA DI ROMA ALLE OLIMPIADI: COME DIPINGERE UNA 500 DI ROSSO E SPERARE CHE SIA SCAMBIATA PER UNA FERRARI. PENSASSERO A TAGLIARE SPRECHI E SPESE

Renzi candida la capitale a ospitare le Olimpiadi e lo fa con la seria prospettiva di vincere la concorrenza. Io ho la sensazione che se gli italiani vinceranno qualcosa sarà l'ennesima fregatura targata Roma.

Non è in discussione la bellezza e il prestigio di un appuntamento di rilevanza planetaria come le Olimpiadi ma quello che proprio non convince, anzi spaventa, è il momento scelto per lanciare una simile candidatura e la città che dovrebbe ospitare prevalentemente l'evento. Far concorrere Roma alla designazione di futura città olimpica, equivale a dipingere di rosso una vecchia 500 e sperare che gli altri credano che sia una Ferrari.

Gli italiani non ne possono più di questi ripetuti e stucchevoli tentativi di Renzi di nascondere le magagne del Paese con annunci e proclami fini a se stessi e soprattutto in un periodo difficilissimo per le famiglie e le aziende, alle quali un apparato nazionale sprecone continua a chiedere soldi e sacrifici, è inaccettabile che lo Stato predichi il rigore e pratichi tagli della spesa a tutti gli Enti pubblici fuorché a se stesso. 

Una candidatura alle Olimpiadi non risolve i drammatici problemi finanziari di una città, ora squassata dall'inchiesta su Mafia Capitale, che per ben due volte è stata salvata dal default anche a spese dei veneti, costretti a versare 21 miliardi di imposte all'anno a Roma-idrovora, senza vedere alcun ritorno. E qualcuno si aspetta che i veneti gioiscano per una candidatura che si prospetta come una nuova minaccia?

post-it del 15/12/2014