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24/05/2013
SQUINZI HA RAGIONE, IL RILANCIO DEL PAESE PASSA PER IL NORD. IL SISTEMA PRODUTTIVO VA LIBERATO SUBITO DA BUROCRAZIA, TASSE INIQUE E PATTO DI STABILITA’
Il Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha ragione. C'è da meravigliarsi se l'Italia, nonostante le condizioni in cui gli imprenditori sono chiamati a lavorare e a produrre, resta pur sempre il secondo paese manifatturiero d'Europa.
Mi permetto di aggiungere che lo stesso stupore mi assale quando guardo le 600 mila partita Iva del Veneto che continuano a resistere sotto i colpi della crisi e di uno Stato che sembra fare apposta a non aiutarle.
Finalmente qualcuno che dice con chiarezza quello che io sostengo da sempre: non c'è sviluppo senza il Nord, non ci sarà nuovo lavoro e reddito se non si toglieranno di mezzo i vincoli, le leggi, i gravami fiscali e contributivi che impediscono di fare impresa e di riprendere la via del vero sviluppo.
Deve chiudere l'ufficio complicazione affari semplici, bisogna lasciare che le energie del sistema produttivo possano liberarsi senza più ostacoli, è fondamentale che le risorse dei veneti tornino sul territorio superando quell'assurdo patto di stabilità che blocca un miliardo 300 milioni di euro in Tesoreria ma, nello stesso tempo, ci costringe a indebitarci con uno Stato-banchiere che per avere la stessa somma pretende gli interessi.
Insomma non ci dicano che le risorse non ci sono: si applichino a tutte le regioni e all'intera pubblica amministrazione i costi standard che il virtuoso Veneto rispetta e vedrete che si liberanno subito 30 miliardi per lo sviluppo. Un terzo del costo del debito pubblico annuale.
Non c'è più tempo da perdere né da discutere: bisogna farlo, altrimenti la decadenza è dietro l'angolo.

