12/03/2012
L’ARTIGIANO SUICIDA È UNA FERITA PER LA NOSTRA COMUNITÀ. SOSTEGNO AL CREDITO E ALLO SVILUPPO SONO PRIORITA’ DEL TAVOLO REGIONALE
Ogni nostro imprenditore che compie un gesto disperato, perché in difficoltà non riuscendo a riscuotere i crediti che vanta, costituisce una ferita che si apre nella nostra comunità alla quale bisogna dare risposta. Su questo fronte la Regione è impegnata da tempo con ogni suo strumento, ma il sapere che ci sono somme rilevanti che appartengono ai veneti (1 miliardo e 300 milioni) ferme a Roma ci fa davvero arrabbiare. Queste sono le principali tematiche emerse dal tavolo regionale con tutti i soggetti portatori d’interesse per arrivare alla definizione di un vero e proprio ‘decreto per lo sviluppo’ regionale. Questa è la sede ideale, dunque, per continuare a lavorare.
Confcommercio oggi ha lanciato un appello per misure che vengano incontro agli imprenditori veneti in difficoltà. A questo appello rispondo che il sostegno al credito e allo sviluppo è la priorità del tavolo regionale. Sono già stati attivate azioni forti e altre sono in arrivo.
A questo proposito non va dimenticato il fondo di rotazione, da me fortemente voluto, che mette a disposizione denaro liquido a tasso agevolato proprio per far fronte agli impegni delle imprese.
Proprio al tavolo regionale abbiamo posto particolare attenzione sulla necessità, che non manco di segnalare ad ogni occasione sin dal mio insediamento, di rafforzare le possibilità di accesso al credito per i nostri imprenditori, stimolando il sistema bancario ad essere più attento al territorio e capace di stare concretamente vicino alle nostre famiglie e alle nostre imprese.
E non è certo secondaria in questo senso la battaglia che stiamo conducendo contro le centralizzazione della tesoreria imposta dal Governo Monti, che ci toglie inopinatamente risorse che sono dei veneti e che a sostenere le necessità dei veneti dovrebbero servire.
Tra qualche settimana renderemo inoltre pubblico il trattato di autonomia del Veneto, da ottenere in contrattazione con lo Stato centrale, nell’ambito del quale sarà anche previsto che il tfr e gli assegni familiari dei lavoratori rimangano in Veneto. Tutto quello che è dei veneti deve rimanere in Veneto ed essere utilizzato per difendere i loro interessi e le loro necessità, tra le quali sono sicuramente prioritari la difesa dell’impresa, le sue necessità e i suoi diritti, a cominciare dalla certezza di poter incassare quanto dovuto per il lavoro svolto.