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19/04/2012

OGGI HO INAUGURATO MED.IT 2012 ALLA FIERA DI VICENZA. INNOVAZIONE E INFORMATIZZAZIONE TRA LE CHIAVI DEL FUTURO

Oggi ho inaugurato alla Fiera di Vicenza, con l'assessore regionale alla sanità ed il presidente dell'ente fieristico Roberto Ditri, l'edizione 2012 di Med.it, rassegna dedicata ai temi dell'innovazione tecnologica in sanità. In questo settore il Veneto può già presentare numerosi fiori all'occhiello, tra i quali il progetto "Escape" realizzato dal Consorzio Arsenàl.it per l'informatizzazione tra le aziende sanitarie venete, grazie al quale 3 milioni 900 mila cittadini possono già scaricare i propri referti medici sul pc di casa, servizio che sarà esteso a tutti entro 2 o 3 mesi.

La profonda riforma della sanità veneta che scaturirà dall'attuazione del nuovo Piano Sociosanitario Regionale avrà tra i suoi cardini più qualificanti l'innovazione tecnologica e l'informatizzazione, vere chiavi del futuro, due elementi attraverso i quali sarà più agevole centrare l'obbiettivo di curare ancora meglio la nostra gente, facendola stare meno in ospedale, dove nessuno soggiorna volentieri.

Questo significa semplificare la vita ai cittadini e far anche risparmiare loro ben 72 milioni di euro l'anno in termini di minori costi in spostamenti per recarsi agli sportelli e in ore di lavoro perdute.

Sottolineo il lavoro portato avanti in questi 2 anni di amministrazione: la risoluzione del problema degli ammortamenti non sterilizzati nelle Ullss; l'attivo nei bilanci sanitari 2010 e 2011 senza disporre, unici in Italia, dell'addizionale Irpef, scelta che confermiamo anche per il futuro perché i nostri cittadini di tasse ne pagano già abbastanza e senza tagliare nemmeno un servizio alla popolazione, il varo di un nuovo Piano Sociosanitario atteso da 16 anni, la diffusione delle più moderne tecnologie in tanti ospedali, l'ottenimento, per la prima volta quest'anno, del riconoscimento di "Regione meno sprecona d'Italia", superando la Lombardia, con un tasso d'inefficienza attorno ad un modestissimo 17%.  

Tutto questo va ascritto al merito di tutti gli uomini e le donne che lavorano nel nostro sistema sanitario. Il nostro merito, semmai è quello di aver creduto in loro, nelle loro capacità e nella strada di riorganizzazione e razionalizzazione intrapresa assieme.