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02/04/2010
RU 486. MI STANNO A CUORE SALUTE DONNA E TUTELA VALORI DELLA VITA. SOTTOPORRÃ’ LA QUESTIONE ALLA COMMISSIONE REGIONALE
Ringrazio il Sottosegretario Roccella perché con pacatezza ha riportato il discorso verso considerazioni e toni più consoni a un dibattito che investe tutte le coscienze. Innanzitutto, quella di un governatore che comprende che su questo tema tutte le posizioni hanno dignità e ragion d'essere, anche quelle più distanti dalle proprie convinzioni ideali e politiche.
Rispetto dunque tutti coloro che sono intervenuti in questo dibattito, ne comprendo le profonde sensibilità e vorrei che si rispettassero le mie. Che sono quelle, innanzitutto, di un amministratore pubblico che deve avere a cuore la salute delle donne. Posso far notare, al proposito, che l'aborto farmacologico ha in sé rischi per la salute che non sempre e non da tutti vengono sottolineati?
E ancora: quella dell'aborto, e della pillola abortiva, è una questione così delicata che la legge consente ai medici l'obiezione di coscienza. Segno inequivocabile che il Parlamento era consapevole che, sulla questione, il dramma tocca tutti: la donna, i medici, il personale paramedico, i farmacisti e gli amministratori pubblici. Inoltre ritengo di avere, esattamente come è accaduto per i governi locali di sinistra, il dovere di proporre alternative, proposte e percorsi che non necessariamente accolgano passivamente quanto già stabilito da altre istituzioni, ma possano comunque risultare un miglioramento rispetto alla situazione attuale. Situazione regolata da una legge del 1978: è possibile affermare che dopo 32 anni ci stiamo confrontando su uno strumento legislativo fondato su conoscenze scientifiche datate?
Rifuggo dalla logica del referendum permanente e dello scontro a priori. Ciò che mi sta a cuore è la salute della donna, in un contesto che abbia la centro dei propri valori al tutela della vita. Quando si parla di pillola abortiva, in ogni caso bisogna tener conto che si tratta - come giustamente fa il ministro Fazio - di una terapia che va somministrata in ambiente protetto. Come si può mettere in discussione la necessità che giovani esistenze non vengano lasciate sole e in balia di fenomeni che potrebbero essere davvero pericolosi in un momento così drammatico della loro vita?
"Ribadisco, poi, che la mia coscienza è informata e ordinata nel pensiero della Chiesa. Ciò non solo non ostacola l'essere un buon amministratore pubblico, ma anzi ne esalta la cura per la persona, che vogliamo sempre di più inserita nella comunità civile e aiutata, non abbandonata, dalle leggi dello Stato.
Sottoporrò la questione alla commissione medica regionale, che ne valuterà condizioni e modalità di somministrazione.

