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08/02/2010

McITALY. L'AGRICOLTURA IDENTITARIA CONQUISTA I GIOVANI


Questo accordo rappresenta un'occasione importante per l'agricoltura italiana: la multinazionale dei nostri contadini è entrata, con McDonald's, nella vita di tantissimi giovani. Oggi ho presentato a Segrate, Milano, dopo averlo fatto a Roma, l'operazione McItaly, che porta nei menu di McDonald's panini e insalate fatti con prodotti al 100% italiani.

La linea McItaly ha registrato il 15 per cento del totale delle vendite giornaliere di McDonald's; parliamo di circa centomila panini consumati. Un risultato che va al di là dei nostri pronostici e premia il lavoro degli agricoltori e le nostre eccellenze agroalimentari. I 600.000 italiani che ogni giorno entrano nel McDonald's potranno accostarsi, finalmente, alla cultura identitaria dei nostri prodotti.







04/02/2010

TERREMOTO ABRUZZO, LA PEZZOPANE DEVE ASSUMERSI LE SUE RESPONSABILITA'

Chiunque, e specialmente chi ricopre un ruolo istituzionale o pubblico, deve assumersi la responsabilità delle parole che usa e delle affermazioni che fa. A poche settimane dal terremoto, la presidente della Provincia dell'Aquila Stefania Pezzopane ha imbastito nei miei confronti un attacco incomprensibile, se non dal punto di vista elettorale e politico, fondato sulla menzogna. Lo ha fatto speculando cinicamente sulla tragedia che ha colpito gli abruzzesi. A loro sarà devoluto il risarcimento danni che la presidente dovrà pagarmi all'esito della causa civile per la quale i miei avvocati hanno fatto notificare l'atto di citazione.


Abbiamo chiesto che il giudice non solo condanni la presidente al risarcimento dei danni, quantificati in un euro per ogni spettatore che ha seguito la trasmissione Chiambretti Night della quale è stata ospite, per un totale di 440 mila euro, ma che accerti anche l'assoluta correttezza della mia condotta.

Inoltre dopo le mie smentite la Pezzopane annunciò una querela nei miei confronti, la notifica della quale aspetto invano da novanta giorni. Mi chiedo a questo punto, la Pezzopane avrà detto la verità almeno sulla querela?.







02/02/2010

DIALETTO,STRUMENTO FONDAMENTALE DI COESIONE SOCIALE


Oltre che veicolo di comunicazione e di espressione, le lingue materne sono fondamentale strumento di integrazione, e questa indagine lo dimostra. Il veneto è una lingua viva, che viene parlata in famiglia, tra gli amici e nei luoghi pubblici. Per questo diventa un fattore fondamentale di coesione sociale oltre che culturale.

 

I risultati di un'indagine dell'Istituto di ricerca Quaeris mostrano che un immigrato su tre chiede che accanto all'italiano venga insegnato anche il dialetto veneto, per meglio integrarsi sul luogo di lavoro, a scuola e tra i propri coetanei. Per il 33 per cento degli studenti stranieri, l'insegnamento del dialetto dovrebbe essere obbligatorio nelle scuole.

Tale è il ruolo che il veneto, e gli altri dialetti, hanno nella vita di tutti i giorni che gli stessi stranieri chiedono che venga insegnato nelle scuole. Il dialetto accorcia le distanze e favorisce le relazioni sociali. In base alla ricerca, ad esempio, gli anziani e i disabili si sentono più sicuri se chi li assiste parla il dialetto. Questi dati sono quindi la conferma che siamo nel giusto quando affermiamo che le lingue materne sono una componente imprescindibile della comunità e della sua identità.







30/01/2010

OGM, SUBITO UN MARCHIO ETICO PER I CONSUMATORI

Leggo alcune reazioni alla sentenza del Consiglio di Stato sugli OGM e mi sembra non tengano nel dovuto conto la volontà dei cittadini italiani e della maggioranza di quelli europei che, sempre di più e sempre più numerosi, invocano prodotti di qualità, tracciabilità e trasparenza. Credo si debba riflettere su come andare in soccorso di tale volontà, che certo si scontra con gli interessi delle multinazionali e di pochi produttori nazionali. Mi chiedo se la proposta di un marchio etico OGM-free sarebbe in grado di aiutare i consumatori italiani a veder rispettata la loro volontà fino sugli scaffali dei negozi e dei centri commerciali.


Un marchio che garantirebbe alla stragrande maggioranza dei produttori di continuare a fare agricoltura di qualità e certamente più vicina alla conformazione culturale, produttiva e persino commerciale dei nostri territori. È pur vero che oggi, anche se in misura contenuta, esistono e circolano liberamente semi OGM. Il problema è contenere il fenomeno, non svilupparlo: e questo per venire incontro alla struttura economica e identitaria che meglio ci rappresenta nel mondo. Chiedo ai fautori della rivoluzione di Frankenstein se i prodotti italiani all’estero sono più conosciuti in virtù delle loro differenze, e quindi della biodiversità che ne è alla base, o dell’omologazione. E chiedo se un processo che in modo irreversibile ci renderebbe uguali a tutti i Paesi che non hanno un’agricoltura di qualità davvero sia in grado, anche dal punto di vista economico, di aiutare le imprese agricole. Va ribadito che gli OGM non sono la risposta ad un mercato dove i nostri cibi si confrontano con quelli venduti a prezzi irrisori perché prodotti da Paesi che pagano i loro braccianti due euro al giorno, come avviene in India, o cinque euro al giorno, come accade in Cina. La risposta a questi problemi è una seria politica che imponga tracciabilità ed etichettatura dei prodotti agroalimentari. Infine ricordo che ben il 72% dei consumatori italiani – e non faccio fatica a ritenere che si possa dire la stessa cosa anche ampliando lo sguardo ai consumatori dell’intero mondo occidentale – ha dichiarato la propria disponibilità a spendere di più per aver garantita la qualità di ciò che mette in tavola. E i cittadini hanno più volte, reiteratamente e cocciutamente, detto di no alla manipolazione dei semi. Ciò non significa essere contro la modernità, ma dare dei limiti allo strapotere di alcuni soggetti economici. Se per far questo, un marchio etico dovesse essere utile, marchio etico sarà.







28/01/2010

UN MILIONE DI VOLTE GRAZIE

Oggi questo sito, creato un anno fa, ha raggiunto un milione di utenti unici. Sono felice e non posso che ringraziare tutti coloro che mi hanno seguito con affetto, dando consigli, suggerimenti, criticando o elogiando il nostro operato


Sono felice e non posso che ringraziare tutti coloro che mi hanno seguito con affetto, dando consigli, suggerimenti, criticando o elogiando il nostro operato. Un milione di volte grazie a tutti loro.
Oggi questo sito, creato un anno fa, ha raggiunto un milione di utenti unici.
L’affluenza di quanti si sono collegati al sito anche oggi è stata elevatissima; per questo sono stati segnalati dei rallentamenti nella connessione. Presto il sito sarà fruibile con la consueta agilità. 
Internet mi ha permesso in questi mesi di ascoltare i giovani, le loro esigenze e richieste, di confrontarmi e capire cosa si aspettano per il futuro. La rete che ci ha unito fino ad oggi  verrà rafforzata perché questo continuo dialogo non si interrompa. Insieme faremo molta strada.







27/01/2010

I NOSTRI ALLEATI NON TEMANO... MA NESSUNO HA IL POSTO FISSO

Intervista tratta da 'Corriere del Veneto', 27 gennaio 2010


Ministro Luca Zaia, dobbiamo aspettarci uno spoil system assai spinto se diventerà presidente della Regione?

«Mi permetto di citare umilmente papa Giovanni Paolo Il: non abbiate paura».

Però qualche paura ci dev'essere, se nel Pdl temono «liste nere» di esclusi dal nuovo corso.

«Non faccio liste di proscrizione, non è nel mio stile. Però vorrei chiarire un paio di cose».


La prima?

«Sono fortemente indispettito dal fatto che una mia dichiarazione sia stata strumentalizzata e interpretata ad arte per tirare avanti la polemica».

Strumentalizzata ad arte?

«Certo. Ho risposto a chi mi chiedeva come mi sarei regolato in caso di comportamenti sleali in campagna elettorale e ho dichiarato che costoro pagheranno dazio. Faccio un esempio: se qualcuno dovesse propagandare il voto disgiunto (lista di centrodestra e candidato presidente di un altro schieramento, ndr), lo riterrei un comportamento molto sleale. Ho detto qualcosa di strano? Lo ribadirò finché avrò forza: è in campo una coalizione Lega-Pdl e il candidato presidente rappresenta entrambi».

Il secondo chiarimento?

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26/01/2010

I CONTADINI ITALIANI INVADONO MC DONALD'S

 


McItaly è un grande obiettivo che mi ero prefisso e che è stato realizzato, ha dichiarato il Ministro Zaia, consentendoci di guardare al futuro e di allargare gli orizzonti della nostra agricoltura. Un network mondiale come McDonald's rappresenta un importante sbocco in nuovi segmenti di mercato per i nostri contadini. La nostra agricoltura non poteva perdere quest'occasione, come dimostrano i numeri: 1000 tonnellate di prodotti italiani utilizzate, per un valore di 3,5 milioni di euro.

Per iniziare, McItaly sarà distribuito nei 392 punti vendita italiani, ma dovrà diventare un must internazionale, consentendo ai prodotti del Made in Italy di fare il giro del mondo. Il 75% dell'agroalimentare, infatti, viene immesso nella grande distribuzione.

I gesuiti, a cui veniva chiesto perché parlassero con gli infedeli, rispondevano: meglio evangelizzare chi non crede. McItaly ci consentirà di dialogare con i giovani, lavorando sul loro imprinting gustativo: il 31% dei clienti McDonald's, infatti, ha un'età compresa tra i 20 e i 35 anni, l'11% tra i 15 e i 19.

Siamo per la tutela del Made in Italy, per la difesa della nostra identità, e proprio per questo non possiamo fermarci alle modalità di distribuzione: dobbiamo guardare alla qualità. McItaly è questa qualità, il primo panino interamente tracciato, non anonimo, attraverso cui oggi globalizziamo l'identità dell'agricoltura italiana.







26/01/2010

AUTONOMIA PER TUTTO IL VENETO

Non ha senso richiedere l'autonomia per la sola provincia di Belluno, come chiede il candidato Bortolussi del Pd, ma e' necessario farlo per tutto il Veneto, perche' l'intera regione risente del trattamento diverso di cui beneficiano le province di Trento e Bolzano e la Regione Friuli Venezia Giulia.


Non per questio intendiamo togliere qualcosa alle due province autonome e alla regione speciale. Quindi, nessuna guerra contro di loro. Invece lavoreremo per portare il Veneto al loro livello e in questa prospettiva faremo della nostra Regione la prima ad attuare il federalismo fiscale, attraverso una negoziazione forte con lo Stato.







25/01/2010

INTERVISTA TG1 - 24 gennaio 2010








23/01/2010

I CITTADINI SI ASPETTANO BEN ALTRO DALLA GIUSTIZIA

La giustizia dovrebbe occuparsi di ben altro che di fatti accaduti in epoche ormai lontanissime. In realtà, al di là del paradosso di una complessa macchina giudiziaria impegnata per decenni in materie nebulose, va registrata ancora una volta la distanza tra quanto accade e quanto si attendono i cittadini.


Così è Il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia è intervenuto in merito al rinvio a giudizio di alcuni esponenti leghisti  per alcune vicende risalenti al 1996. "Lo Stato, come sosteneva Rousseau, deve interpretare la volontà generale, altrimenti abdica alle sue funzioni. Nel caso in questione poi non credo vi siano evidenze reali a giustificare provvedimenti che riguardano fatti che sarebbero accaduti quando in Italia circolava ancora la lira e le tecnologie oggi in uso comune erano appena agli albori. Bisogna essere capaci finalmente di guardare avanti e di aiutare il Paese a uscire da questo clima.







20/01/2010

SEQUESTRATE ALTRE 5 TONNELLATE DI PESCE SURGELATO, TOLLERANZA ZERO CONTRO CHI ATTENTA ALLA NOSTRA SALUTE

La Capitaneria di Porto di Genova ha sequestrato 4 tonnellate e 682 chilogrammi di pesce surgelato presso un grande punto vendita nella provincia di Bergamo.

Ancora un importante sequestro fatto dalla Capitaneria di Porto - Guardia Costiera, ancora un segnale forte di quanto alta sia l'attenzione per la tutela dei consumatori. Abbiamo vinto un'altra battaglia contro l'illegalità e le frodi alimentari, in linea con il lavoro di controllo che giorno per giorno svolgiamo sul territorio. Questo sequestro è l'ulteriore dimostrazione, nel caso ce ne fosse bisogno, che le attività di controllo della Capitaneria di Porto - Guardia Costiera, e di tutti gli atri soggetti istituzionali adibiti a queste funzioni, non conoscono stagioni e non hanno nulla di episodico. La politica della tolleranza zero contro la contraffazione alimentare prosegue ed è fatta verifiche e controlli quotidiani.


L'indagine, partita nei giorni scorsi da Genova nell'ambito di normali controlli lungo la filiera ittica commerciale, è stata avviata dopo aver scoperto in un negozio di generi alimentari del centro storico, 29 confezioni di pesce congelato "Corica Suborna" etichettato come acciuga. Da qui, attraverso una serie di indagini, percorrendo la rintracciabilità del prodotto, gli investigatori sono arrivati in provincia di Bergamo presso una grossa piattaforma di smistamento di prodotti alimentari importati da Paesi del sud-est asiatico, dove hanno sequestrato 237 cartoni di prodotti ittici pronti per essere immessi sul mercato con false etichettature. Il pesce Rampicante del Pacifico era stato etichettato come pesce persico; il tonnetto indo pacifico come tonno intero; altre specie, non comprese neppure nell'elenco delle denominazioni ufficiali, erano state etichettate come pesce carpa e acciuga.







18/01/2010

GOOGLE: BRAVO A ZAIA PER LA POSIZIONE SULLA LIBERTÀ DELLA RETE

Mi ha fatto molto piacere ricevere oggi una lettera di ringraziamento da parte di Google per la posizione che ho preso, di ritorno dal mio viaggio in Cina, in favore della libertà d'espressione in rete.


Ribadisco che il web è ormai la più grande infrastruttura del pianeta e che la libertà dei navigatori coincide sempre di più con la libertà dei cittadini di tutti i Paesi del mondo moderno. Per questo sostengo che è un patrimonio dell'umanità e che va tutelato in nome della libertà individuale e collettiva. Sto studiando le modalità attraverso le quali il governo possa sostenere questa intuizione a livello internazionale.







15/01/2010

LA RETE VA DIFESA, E' PATRIMONIO DELL'UMANITÀ

La rete va difesa, e dovrebbe essere riconosciuto a livello internazionale come patrimonio imprescindibile dell'umanità. In fondo si tratta della più grande infrastruttura del pianeta. Internet è il simbolo estremo della libertà dei popoli contro i nemici della democrazia. Proprio per tutelare questa democrazia, tutti i cittadini del mondo hanno diritto ad avere libero accesso al web.


Google, e quindi la rete, rappresenta oggi quello che ieri rappresentavano i muri. La politica, la storia e l'informazione viaggiavano sui muri, nei libri e poi sui media come televisione e giornali. Oggi l'ultima frontiera dell'informazione è rappresentata da Internet, che permette anche al cittadino più isolato e non libero di vivere la democrazia.

Sui muri l'informazione ha viaggiato dai tempi antichi a quelli moderni. Dai geroglifici egizi, ai muri rupestri, per arrivare a quei murales metropolitani che, se non sono devastazioni e vandalismo, rappresentano un segno di libertà, elemento di comunicazione tra i popoli. Ora è Internet a rappresentare l'ultima frontiera e, per questo, va difesa.







13/01/2010

DITEMI COSA C'E' NEGLI INVOLTINI PRIMAVERA

CORRIERE DELLA SERA - 13 gennaio 2010


Pechino. il rosso e il verde. Ai cinesi il ministro Luca Zaia lo spiegherà anche in una "lectio magistralis", domani a Shanghai, qual è la sua idea fissa: «E' la difesa dell'identità. Parlare di agricoltura e identità. Perché questo Paese, nel suo progresso, sta spazzando via tutto». 


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Download: corsera.pdf






13/01/2010

SICUREZZA ALIMENTARE, COSI' CONVINCERO' ANCHE I CINESI

Da "La Padania", 12 gennaio 2010

 

All'arrivo a Pechino, ad accoglierci c'era un freddo polare, che da queste parti non si sentiva da 50 anni. Ha nevicato, imbiancando le strade larghe che dall'aeroporto portano in centro. Strade piene di auto, come le nostre tangenziali. E, ai lati, immensi grattacieli a spiegare che Pechino è ormai una città in buona parte occidentalizzata.


La Cina è un mondo a parte; un mondo in rapida trasformazione e al centro di una crescita economica vertiginosa, unica alternativa alla povertà del passato ma che soltanto il tempo dirà se avrà fatto realmente bene al Paese. E se esso saprà conservare la sua cultura millenaria, in un confronto leale, corretto, trasparente con le altre culture del mondo, con la nostra innanzitutto, nella comune consapevolezza che "la terra à grande abondanza d'ogne cose che a corpo d'uomo bisogna", come ci ha raccontato Marco Polo nel Milione. In questi cinque giorni di viaggio, infatti, con grande convinzione, cercherò di spiegare agli interlocutori cinesi quanto sia importante la politica a tutela della qualità e della salubrità dei prodotti agro-alimentari; quanto lo sia per consumatori e produttori e quanto per mantenere "sano" un patrimonio culturale qual è quello agroalimentare e, quindi, mantenere vive le radici della propria cultura.

Ieri, durante la visita alla Camera di Commercio pechinese che raggruppa 5000 imprese, ho avuto contezza della volontà della Cina di diventare un partner serio, affidabile, strutturato dell'Italia. A partire dalla disponibilità dimostrata dal sistema bancario per gli investimenti Made in Italy. Le  imprese italiane in questo Paese sono già numerose e i nostri marchi più famosi, dall'alimentare all'abbigliamento, hanno conquistato il mercato asiatico.

Domani sarà una giornata decisiva per dare consistenza a questa volontà di confronto e accordo: firmeremo un memorandum d'intesa con il Ministro dell'Agricoltura Han Changfu in base al quale la Cina si impegna a potenziare i controlli sull'export e impedire che prodotti contraffatti, nocivi, illegali, escano fuori dal Paese.

E' una grande occasione per consolidare i rapporti che abbiamo avviato con la Cina durante il primo G8 dell'agricoltura, a Cison di Valmarino.







11/01/2010

ROSARNO. NON C'ENTRA LA STAGIONALITA', ACCADE SOLO AL SUD

CORRIERE DELLA SERA, 11 GENNAIO 2010

 

Ma per piacere, questa storia della stagionalita', io neanche la voglio sentire. Perche' proprio non esiste.

 

Quanto accaduto a Rosarno  è legato al fatto che in alcune zone c'e' chi preferisce rivolgersi all'illegalita'. Chi sceglie di delegare la questione alla delinquenza anziche' allo Stato. Devo anche dire che c'e' un riscontro indiretto inquietante: i voucher per la manodopera stagionale vengono acquistati quasi tutti al Nord. Dove infatti non ci sono caporali e i clandestini non si trasformano in popolazioni di disperati.


Da una parte, io vedo che il ministro dell'Interno Maroni si e' messo benissimo nel reprimere l'illegalita'. Dall'altra, io credo molto anche nella certificazione etica. Un marchio che garantisca che le produzioni alimentari e agricole non sono avvenute attraverso lo sfruttamento del lavoro.


La risposta a fenomeni come quello di Rosarno non puo' essere uno schiocco di dita o uno slogan. Ed e' ovvio che il bollino sia solo una parte della soluzione. Ma io non vorrei dimenticassimo che la certificazione e' alla radice di tutti i sitemi economici avanzati, e anche della nostra legislazione: se voglio un appalto, devo anche provare di aver pagato i miei dipendenti.


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07/01/2010

Contro di me uno strano CLN. Io gli immigrati li sostengo

Egregio Direttore,

leggo con grande interesse le reazioni alla mia intervista di inizio d'anno da voi efficacemente intitolata "Prima i veneti, agli altri quel che resta". Se devo stilare una lista di priorità - avevo detto al Corriere Veneto - i veneti stanno in cima.

Di seguito vi riporto il testo integrale della lettera al Direttore apparsa oggi sul Corriere del Veneto in prima pagina.


Egregio Direttore,

leggo con grande interesse le reazioni alla mia intervista di inizio d'anno da voi efficacemente intitolata "Prima i veneti, agli altri quel che resta". Se devo stilare una lista di priorità - avevo detto al Corriere Veneto - i veneti stanno in cima. Le reazioni per molti versi sono stupefacenti: in una sorta di neonato clima da Comitato di Liberazione Nazionale trovo uniti Pdl, Caritas e Pd. "Così discrimina!", affermano nelle loro dichiarazioni al Corriere. Come sempre, quando le reazioni sono dettate dal pregiudizio e dall'ideologia più che dal ragionamento e dalla lettura delle leggi vigenti in questo Paese, mi vien da dire che è troppo facile liquidare una questione complessa come quella legata ai benefici di legge che arrivano dalla cittadinanza come fa il terzetto Giorgetti, Filippin, Pistolato. Vorrei subito escludere dalla questione Rosanna Filippin, la cui scarsità di analisi è pari alla disattenzione con cui ha letto le mie dichiarazioni. Vorrei porre a premessa del ragionamento alcuni fatti inconfutabili. Cose che accadono quando la Lega governa.
Così, ad esempio, ricordo a Giorgetti che viene da un territorio, quello veronese, il cui modello di integrazione è unanimemente riconosciuto tra i più efficaci d'Italia. Possibile che non se ne sia accorto?
A don Pistolato rammento lo sportello immigrazione presente, su mia proposta, in Provincia di Treviso e gestito con la Caritas. Perché allora poi dice che le parole del Ministro hanno ben poco di cattolico? Come: non si è accorto che stiamo gestendo assieme un servizio di grande efficacia? Ricordo ancora che, essendo stato Presidente della Provincia, fui il primo a immaginare e praticare (con il Ministro Maroni allora al Welfare) i mutui per la prima casa, che hanno riscontrato grande successo tra le giovani coppie e in particolare tra quelle immigrate.
Ancora, ricordo a tutti che questo Ministro leghista ha raddoppiato i fondi per gli indigenti, che sono passati da 60 milioni (cifra raccolta dal Ministro di centrosinistra) a 120. Si stratta di soldi destinati dall'Europa al Ministero dell'Agricoltura dopo una serrata trattativa che porterà alla fine queste risorse, attraverso associazioni come la Caritas e il Banco Alimentare, sulla tavola dei poveri che vivono in Italia. Tra questi gli immigrati credo siano una gran parte.
Mi pare che gli esempi attraverso i quali tranquillizzare Giorgetti, che forse con qualche eccesso di zelo si occupa della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, siano più che sufficienti. Quindi non solo sono convinto della bontà di queste posizioni, ma rilancio: che ne dice la Costituzione della Repubblica Italiana? Essa si pone come la fonte giuridica attraverso la quale si evince chiaramente che sono i cittadini italiani a godere di pari diritti e di pari doveri. Dalla Costituzione si origina poi la legge sul come si diventa cittadino, perché per il legislatore essere cittadino è una cosa seria, a lui si affida la sovranità dello Stato. Lui è il centro motore della democrazia.
Ciò perché la Costituzione offre, evidentemente, benefici attraverso la cittadinanza. Prima i cittadini, dunque, poi gli altri, appunto. Nel caso in questione dunque, prima i cittadini veneti, poi gli altri. Questo, ovviamente, se vogliamo rimanere nell'ambito della legge e non della fantasia. Tanto più è vero questo se poi si considera la fase critica dei conti pubblici, in gran parte derivata dalla sconclusionata azione del Governo Prodi, che ha costretto l'Esecutivo in carica da due anni, a guida Berlusconi, caro Giorgetti, a tagli, a risparmi, a razionalizzazioni delle spese. L'epoca della spesa facile, del "tanto c'è Pantalone che paga" è finita. A Roma come in tutte le altre parti d'Italia. Qui non c'entra la Dichiarazione universale: qui bisogna applicare il federalismo affinché si chiarisca, una volta per tutte, che se una appendicectomia costa 1000 a Verona e 5000 a Lamezia Terme i cittadini di Lamezia Terme devono farsi carico di una spesa che nessuno più sente come proprio dovere di rimborsare a una sanità gestita in modo irresponsabile.
Dunque lo ripeto: prima i cittadini veneti, poi il resto del mondo. E sono sicuro che, al di là delle distinzioni sociali, delle ideologie e del colore della pelle, tutti i cittadini veneti avvertano nelle mie parole quel fondo di giustizia che invano si vuole negare loro.







04/01/2010

No allo spreco

Il fatto che ogni giorno si gettino nella spazzatura quintali e quintali di pane e di altri alimenti è semplicemente assurdo. In Italia, ogni anno, si sprecano un milione e mezzo di tonnellate di cibo, quasi quattromila tonnellate ogni giorno. Ciascuna famiglia spreca cibo per circa 450 euro e, solo a Natale, finiscono al macero prodotti per un valore di 52 euro a nucleo familiare. È evidente che bisogna cambiare qualcosa nel nostro modo di consumare e di intendere il cibo.


Il fatto che ogni giorno si gettino nella spazzatura quintali e quintali di pane e di altri alimenti è semplicemente assurdo. In Italia, ogni anno, si sprecano un milione e mezzo di tonnellate di cibo, quasi quattromila tonnellate ogni giorno. Ciascuna famiglia spreca cibo per circa 450 euro e, solo a Natale, finiscono al macero prodotti per un valore di 52 euro a nucleo familiare. È evidente che bisogna cambiare qualcosa nel nostro modo di consumare e di intendere il cibo. Fino a poco tempo fa, tutti noi appartenevamo a una cultura, quella contadina, per cui sprecare il cibo era uno scandalo. Procurarselo costava fatica e per questo si conosceva il valore delle cose, il valore del piatto che si riusciva a portare in tavola. Ora invece sembriamo vittime di una sorta di perdita di senso: ingeriamo più di quello che ci serve e buttiamo via ciò che avanza, mentre c’è chi non ha cibo a sufficienza per vivere. Di fronte a questa situazione, bisogna operare un cambio di mentalità, recuperare la memoria perduta e tornare ad un consumo etico. Il primo passo è rilocalizzare non solo la produzione, ma anche i consumi. Il principio della filiera corta, con un consumo dei prodotti del territorio e di stagione, serve proprio a questo: a superare l’incultura che ci fa buttare via una mela solo perché è un po’ ammaccata e che ci fa pretendere la rugiada sulla nostra insalata anche la sera. Bisogna innescare un circolo virtuoso che contribuisca a ridurre gli sprechi, e garantisca al contempo salubrità e sicurezza alimentare ai cittadini, un giusto reddito agli agricoltori e un vantaggio per l’ambiente. In questo senso, un valido esempio sono i mercati dei contadini, i farmers market, le cui vendite, non a caso, nell’ultimo anno sono cresciute del 300 per cento, segno di un cambio di rotta tra i cittadini consumatori. Occorre poi ripensare la filiera per consentire il recupero e la ridistribuzione del cibo a livello territoriale. E penso, ad esempio, al lavoro svolto da realtà come il Banco alimentare o i Last Minute Market, che recuperano il cibo e lo ridistribuiscono nel raggio di pochi chilometri, risparmiando in questo modo sui costi di gestione delle scorte e sui trasporti. A quel consumo globalizzato di cui è figlia la cultura dello spreco contemporanea, noi preferiamo la filiera corta, i prodotti dei nostri agricoltori, dietro i quali c’è la storia dei nostri territori.







31/12/2009

"BRINDO ITALIANO", UNITI PER DIFENDERE E SOSTENERE LA QUALITÀ

 

Abbiamo voluto ringraziare tutti coloro che hanno scelto di partecipare all'iniziativa 'Brindo Italiano' e invitare, ancora una volta, tutti i cittadini - consumatori a scegliere le bollicine Made in Italy.


Lo spumante e i vini italiani sono stati protagonisti del Natale e lo saranno anche dei festeggiamenti per l'inizio dell'anno nuovo. Tutto merito della qualità dei nostri prodotti, dell'eccellente lavoro dei nostri agricoltori e produttori e della loro capacità di fare squadra per promuovere il Made in Italy. Il grande successo dell'iniziativa 'Brindo italiano' è frutto di questa capacità, che ha fatto aumentare le vendite di spumante e vino italiano, anche grazie al coinvolgimento delle emittenti nazionali e regionali che hanno scelto di aderire all'iniziativa. L'unione, ancora una volta, fa la forza.

Abbiamo dimostrato che quando si tratta di difendere e valorizzare l'agricoltura italiana siamo tutti dalla stessa parte. E i dati premiano il gioco di squadra. Durante queste festività natalizie, la domanda di vino spumante italiano è aumentata, a dimostrazione che i cittadini - consumatori conoscono e premiano il lavoro delle nostre aziende e la qualità dei prodotti dei nostri territori.







30/12/2009

PUNIZIONI ESEMPLARI PER CHI SPECULA SULLA SALUTE DEI CITTADINI

Chi specula sulla salute dei cittadini va punito in modo esemplare. I risultati di questo sequestro confermano che dobbiamo tenere ancora alta la guardia, continuando a lavorare per tutelare il diritto alla salute dei cittadini - consumatori e il lavoro delle imprese oneste, che sono la maggioranza. Garantire la tracciabilità del pesce dal momento della cattura al consumo finale è stato ed è, sin dal giorno del mio insediamento un punto qualificante e prioritario dell'azione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. La stagione della tolleranza zero continua.

 

Le immagini del sequestro

 


Oggi conferenza stampa a Venezia sulla maxi Operazione Giano, che ha portato al sequestro di 500 tonnellate di pesce avariato, destinato ad arrivare sulla tavola delle feste in occasione del Capodanno. La conferenza stampa si è tenuta questa mattina a Venezia, nella Sala del Guarana presso la sede della Capitaneria di Porto. 

Insieme al Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto Amm. Ispettore Capo (CP) Raimondo Pollastrini, ho presentato ai giornalisti il bilancio di 19 mesi di controlli per garantire sicurezza alimentare e i dettagli dell'Operazione, che ha riguardato l'intero territorio nazionale dal 10 al 23 dicembre e portato a 12.750 controlli presso società e rivendite, 500 tonnellate di prodotto ittico sequestrato, 297 denunce penali, 1.500.000 euro di sanzioni elevate.

Vorrei ringraziare personalmente e a nome di tutti i consumatori italiani il Comandante Generale della Guardia Costiera Raimondo Pollastrini e i suoi uomini, che hanno condotto questa maxi Operazione. Questo Capodanno sarà migliore e più sicuro grazie al vostro lavoro. All'Ammiraglio Pollastrini vorrei poi dire un grazie particolare per l'attività di formazione in tema di sicurezza alimentare che quotidianamente si svolge nelle diverse Accademie della Guardia Costiera: sensibilizzare i più giovani alla lotta alla contraffazione alimentare significa saper investire nel futuro.